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Ogni quanto pubblicare articoli sul blog

Pubblicato · 2026

La risposta breve: la frequenza che riesci a mantenere per dodici mesi. Quella lunga spiega perché un articolo a settimana per un anno vale più di venti articoli pubblicati a marzo e poi il silenzio — e cosa dicono i dati sui tempi reali.

Perché la costanza conta più della quantità

Venti articoli in un mese coprono venti ricerche una volta sola. Venti articoli distribuiti su cinque mesi coprono le stesse venti ricerche e nel frattempo ti dicono quali funzionano, così i successivi vanno a colpo sicuro.

C'è anche una ragione più banale: pubblicare è un'abitudine, e le abitudini si costruiscono con la ripetizione, non con gli sprint. Il blog che muore non muore per mancanza di idee, muore perché nessuno ha in mansione la pubblicazione.

Quanto tempo prima dei risultati: i numeri

Qui serve onestà, perché è il punto su cui si vendono più illusioni. Ahrefs ha seguito un milione di URL pubblicati nel settembre 2023 per dodici mesi: l'1,74% è entrato nella prima pagina di Google entro un anno. Su un campione più pulito — 2 milioni di URL con contenuto reale — la quota sale al 6,11%.

Guardando dall'altro lato: il 72,9% delle pagine che oggi stanno in prima pagina ha più di tre anni, e la pagina media in prima posizione ne ha cinque.

Google, dal canto suo, avverte che «possono volerci alcune settimane» anche solo perché un sito nuovo venga notato.

Questo non significa che non valga la pena. Significa che la domanda giusta non è «ogni quanto pubblico per essere primo a marzo», ma «che ritmo posso tenere per due anni».

Le tre frequenze che si incontrano

Una volta al mese: dodici articoli l'anno, dodici ricerche coperte. Troppo poco per costruire qualcosa in tempi ragionevoli, a meno che il settore sia minuscolo.

Una volta a settimana: il ritmo giusto per chi scrive da sé. Sostenibile, e in un anno diventano cinquantadue pagine — abbastanza perché qualcuna cominci a portare contatti.

Tre volte a settimana: ha senso solo se la scrittura non pesa sulle tue giornate. Il vantaggio è arrivare alla soglia utile in due mesi invece che in sei, e il costo è che senza automazione non lo regge quasi nessuno.

Il momento in cui quasi tutti si fermano

Tra la terza e la quinta settimana. L'entusiasmo è finito, i risultati non ci sono ancora — perché è presto, lo dicono i dati — e l'articolo successivo sembra fatica sprecata.

Chi supera quel punto di solito arriva a vedere qualcosa. Chi si ferma lì ha pagato tutto il costo e non ha incassato niente, che è il modo peggiore di spendere sei settimane.

Domande frequenti

Meglio pochi articoli lunghi o tanti brevi?

Meglio articoli che rispondono completamente a una domanda. Per la maggior parte delle ricerche locali sono 600-1.200 parole: allungare un tema magro è il modo più comune per peggiorare un articolo.

Pubblicare ogni giorno aiuta?

Solo se la qualità resta alta, e quasi mai resta alta. La documentazione di Google premia contenuti originali e utili, non la quantità.

Posso recuperare un blog fermo da un anno?

Sì, e non serve cancellare niente: si riparte pubblicando con regolarità. Google reagisce al ritmo nuovo, non punisce il silenzio passato.

Fonti

  1. Ahrefs How Long Does It Take to Rank on Google? (1M e 2M di URL seguiti per 12 mesi)
  2. Google Search Central Come far comparire il tuo sito su Google
  3. Google Search Central Creating helpful, reliable, people-first content

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